
Questa è anche una città: presentazione del libro “Come in sogno” di Giorgio Vasta
All’interno della due giorni
“Rivolte di comunità”
Venerdì 22 dicembre – 18:00
Cosa si fa quando si prova a raccontare una città? Cosa si tenta ogni volta che ci si arrischia a trasformare un fatto urbano in un fatto linguistico? E ancora: cosa succede se la città di cui si prova a dire è quella Palermo che, più di tutte, negli ultimi trent’anni ha subito un’ipertrofia narrativa e interpretativa che l’ha portata dalla mitologizzazione pulp all’atteggiamento folkloristico-decadente, dalla buonista rappresentazione di una città operosa pronta a riscattare i propri mali attraverso il sacrificio dei suoi eroi fino alla narrazione dell’inutilità, dell’impossibilità e della vuotezza di ogni trasformazione?
Ne discuteremo venerdì 22 dicembre a partire dalle 17:30 insieme a Giorgio Vasta (scrittore), Fabio Sgroi (fotografo), Stefania Galegati (docente), Giacomo Mormino (booq). Con loro proveremo ad approfondire il rapporto, per nulla scontato, tra la parola e la cosa, il vero e proprio iato tra la realtà e la sua rappresentazione, tra il racconto di una città e la città stessa, per discutere a un tempo i presupposti che stanno alla base di ogni atto narrativo riguardante un territorio e il modo in cui il racconto di una città, in questo caso Palermo, finisce per segnare il territorio stesso.
Terminata la lunga stagione politica di “ipertensione retorica” in cui il proclama ha finito per oscurare il racconto e l’impulso a fare di ogni spazio un palcoscenico ha provocato un cortocircuito tra la rinascita propagandata e la miseria percepita, Palermo si è ritrovata nel giro di un anno a passare da un eccesso di narrazione – che l’ha prima trasformata nella città simbolo dell’antimafia e della “primavera palermitana”, poi nella capitale dell’accoglienza, delle culture, dei giovani e dell’arte europea – all’attuale celebrazione del mito dell’efficienza e della fiducia salvifica nel mercato che nasconde male il ricomporsi di una normalità amorale restata sempre sullo sfondo.